Derivati
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Banca IMI sta procedendo a quotare certificati sul nuovo mercato gestito da Euro TLX, Cert-X.
Ad oggi sono quotati 122 strumenti, 19 dei quali, tutti equity protection, emessi da Banca IMI.
Tra questi è presente un equity protection basato sul DJ Euro Stoxx 50, in scadenza nel 2016, che all’emissione ha raccolto poco più di 71 milioni di euro. (IT0004561400)
Il certificato presenta caratteristiche standard, una protezione al 100% dello strike iniziale, 2.726,453 punti, oltre ad un cap posto a 163 euro, 4444,11 punti. La scadenza è il 2 febbraio 2016. All’emissione il rendimento massimo era dell’8,5% annuo.
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Negli ultimi mesi gli emittenti hanno spostato la loro attenzione verso strumenti che si allontanano sempre più dai semplici payoff cui il mercato è abituato, complice il rialzo dei mercati azionari che ha sostenuto la domanda di prodotti strutturati.
A fine settembre 2009 BNP Paribas ha emesso un certificato “equity protection select”, dove il sottostante è un paniere di 4 azioni. (XS0441636759)
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Lo scorso 8 febbraio Banca Akros, la banca d’affari della Banca Popolare di Milano, ha fatto il suo ingresso nel mercato SeDex di Borsa Italiana quotando dei certificati CAP.
Questa tipologia di strumento già era disponibile da tempo sul mercato, emessi da Banca Monte dei Paschi di Siena, con scadenze sino al 2021, sino ad oggi gli unici disponibili.
Banca Akros ha quotato sul mercato 12 serie di certificati CAP sull’euribor a 3 mesi, differenziati in 4 scadenze e 3 differenti tassi cap per ciascuna scadenza.
La scadenza più ravvicinata è il 31 marzo 2015, crescente ad intervalli di 5 anni, 31 marzo 2020, 2025 sino al 31 marzo 2030. I tassi d’interesse cap sono il 3,5%, 4,25% e 5%.
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Gran parte dei certificati quotati sul Sedex sono basati sui tradizionali indici “broad market” quali DJ Euro Stoxx 50 o FTSE Mib. Pochi sono i certificati sull’indice S&P 500 o su indici di paesi emergenti, quali ad esempio S&P Bric 40.
Oltre al payoff del singolo strumento è di fondamentale importanza scegliere il sottostante corretto in funzione degli obiettivi d’investimento.
Sugli indici settoriali del DJ Stoxx 600 sono purtroppo quotati pochi strumenti. Tra questi d’interesse è un certificato “airbag” basato sull’indice DJ SToxx 600 Oil&Gas. (NL0000776441)
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Il certificato è basato su una singola azione anziché un indice, concentrando il rischio all’andamento di un singolo sottostante. (IT0004573561)
Il settore delle utilities, cui Enel appartiene, è stato il peggiore nel corso del 2009, anno di recupero dei mercati azionari.
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Il rialzo dei mercati azionari, ai massimi ad inizio anno, hanno fatto prediligere ad alcuni emittenti degli strumenti a capitale protetto nella nuova offerta.
E' il caso di Banca IMI che al momento ha in collocamento quattro equity protection.
Nell'ultimo periodo una caratteristica comune delle nuove emissioni di equity protection riguarda l'allungamento della durata degli strumenti, la presenza di un cap ed a volte una protezione leggermente inferiore rispetto al prezzo di emissione.
Tra i certificati in collocamento è presente uno strumento basato su un indice di materie prime, S&P GSCI Excess Return. (IIT0004564651)
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BNP Paribas al momento sta collocando un certificato, destinato ad essere quotato sul Sedex di BorsaItaliana, di nome Athena. Nel già complesso panorama dei certificati molti emittenti differenziano ulteriormente il nome commerciale dei certificati, rendendo ancor più difficile l’identificazione dello strumento.
Tendenzialmente i certificati “athena” rappresentano degli strumenti autocallable, ovvero che possono essere rimborsati in anticipo se si verifica un determinato evento. In questo caso lo strumento non è autocallable ed è legato al titolo azionario Telecom Italia. (NL0009099811)
Il certificato in esame è in collocamento sino al 7 gennaio 2010, data alla quale verrà osservato lo strike iniziale.
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A cavallo del 2009 la sterlina ha mostrato il primo picco di debolezza, andando a testare la soglia della parità nei confronti dell’euro. In seguito ha registrato un andamento ad U, recuperando per tornare nuovamente debole. I movimenti valutari sono i più imprevedibili e spesso brutali tra le varie fonti di rischio, poiché si discostano anche per lungo tempo dai valori ritenuti fondamentali. D’altra parte l’economia del Regno Unito mostra una struttura dei fondamentali non tra i migliori in Europa, giustificando la debolezza della valuta.
Gli emittenti hanno colto l’opportunità per quotare dei certificati legati all’apprezzamento della valuta britannica.
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La gran parte dei certificati “investment” sono basati sui più diffusi ed utilizzati indici azionari, dove fanno da padrone il DJ Euro Stoxx 50 od il FTSE MIB. Meno utilizzati altri indici internazionali quali l’S&P500, il FTSE 100, l’S&P Bric o l’HSCEI.
Questa volta Banca IMI sta collocando un equity protection basato su uno specifico indice di materie prime, S&P GSCI Industrial Metals Excess Return.
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A partire dal mese di ottobre ad oggi sono stati quotati 29 nuovi certificati sul mercato Sedex di BorsaItaliana, escludendo covered warrant ed i certificati “turbo”.
BNP Paribas è stato l’emittente più attivo con la quotazione di ben 18 certificati sui 29. Tra questi troviamo due strumenti legati all’indice statunitense S&P500.
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Deutsche Bank al momento sta collocando sino al 5 gennaio 2010 un certificato bonus con cap legato al petrolio Brent. (DE000DB03QN0)
Lo strumento avrà una durata di 5 anni, dall’8 gennaio 2010 sino al 5 gennaio 2015. Il payoff viene determinato esclusivamente a scadenza. Il 5 gennaio 2015 verrà osservato il livello finale del sottostante e confrontato con il livello iniziale osservato l’8 gennaio 2010. Si potranno creare tre possibili scenari.
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In questo momento sono in collocamento una ventina di certificati da parte degli emittenti attivi in Italia, non pochi rispetto al solito. Gli emittenti si stanno concentrando verso strumenti adatti in una fase di mercato laterale come autocallable, bonus e twin win, anche se spesso le durate mal si conciliano con la lateralità, oppure strumenti a capitale garantito quali equity protection.
RBS sta collocando sino al 20 novembre un certificato a garanzia del capitale dalle caratteristiche innovative. Si tratta di un equity protection chiamato “switchable” basato sul DJ Euro Stoxx 50. (NL0009284884)
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