Hedge, Sicav e Fondi
Un interrogativo che assilla i quotisti di PIC...
La banca olandese ING ha da poco tempo lanciato un nuovo fondo comune d’investimento, Borsa Protetta Arancio.
Si tratta di un comparto di una Sicav di diritto lussemburghese che si pone l’obiettivo di investire nel mercato azionario italiano proteggendo, entro intervalli temporali predefiniti, il valore dell’investimento.
Ogni settimana analizziamo un fondo comune di investimento oppure una SICAV, confrontandoli con l'andamento degli ETF disponibili sul mercato.
Stavolta è il turno di:
Vitruvius Emerging Markets (LU0148753444)
Ogni settimana analizziamo un fondo comune di investimento oppure una SICAV, confrontandoli con l'andamento degli ETF disponibili sul mercato.
Stavolta è il turno di: CAAM – Euro Quant-AI (LU0119125754)
Vantaggi e svantaggi dell'investimento in fondi hedge
Nel lungo periodo, trascurare l’effetto dei dividendi può generare una grossa sottostima di quale sarà il valore finale dell’investimento. Infatti, anche un piccolo 2%, reinvestito annualmente, consente di aumentare “il capitale che lavora” facendo lievitare il patrimonio che si otterrà a scadenza.
Ad esempio, ipotizzando un investimento a 30 anni che rendesse l’8% annuo, con un dividendo annuo del 2%, 100 euro iniziali diventerebbero alla fine 1745, tuttavia se si perdesse per strada il dividendo ci fermeremmo ad un pur sempre ragguardevole 1006. La differenza è comunque di 700 euro, ma quello che si desidera enfatizzare in questa sede è che il 45% della performance è dato dall’effetto dividendo.
Ovviamente maggiore sarà la durata dell’investimento e il dividendo erogato, maggiore sarà la differenza tra i due investimenti in quanto aumenta la durata ed i flussi aggiuntivi che si inseriscono nei calcoli.
La stessa logica potrebbe essere utilizzata per calcolare l’impatto dei costi, che dal punto di vista matematico possono essere considerati come un dividendo negativo: cioè una parte del patrimonio che viene decurtata ogni anno con regolarità.
Il nostro ipotetico investimento all’8%, senza dividendi genera un capitale finale di 1006, mentre se si inserisse un costo annuo dell’1%, il valore si ridurrebbe a 761, riducendo dopo 30 anni il valore finale dell’investimento di circa un quarto. Ovviamente si guadagna sempre ma meno, i calcoli sarebbero più penalizzanti se l’investimento costasse di più o, nella malaugurata ipotesi, che i rendimenti fossero negativi o molto bassi, perché in questo caso i costi sono sempre presenti, ma manca l’incremento di capitale.
Queste analisi fanno emergere quanto nel lungo periodo anche piccoli numeri siano in grado di avere impatti significativi sulla redditività degli investimenti. Nella pratica si tende sempre a rimandare i problemi del lungo periodo o ad affrontarli con superficialità, ma provate ad pensare quanto sarebbe più rosea la pensione con un capitale iniziale superiore di almeno il 30-40%…
La stessa analisi andrebbe applicata nel mondo del risparmio gestito ai benchmark (total return se prevedono i dividendi) netti se non lo prevedono, ricordandosi che le azioni il dividendo lo pagano sempre…affronteremo il problema la prossima settimana.
I capitali raccolti dagli hedge fund continuano a crescere, ma siamo sicuri che le loro performance andranno di pari passo?
Sono fondi quotati in Borsa che non investono solo nell’immobiliare, hanno un futuro in Italia?
Si prospettano tempi duri per gli investimenti alternativi...
L’ultimo rapporto del 24Ore evidenzia scelte discutibili…
I fondi pensione inglesi iniziano ad acquistare hedge funds in ottica di lungo periodo, è un segnale anche per l’Italia?

  | < 1 >  2  3  Next >>
Iscriviti alla newsletter


  









HOME | DISCLAIMER

@ 2010 Norisk - Norisk srl - Tutti i diritti sono riservati - P. IVA 12768020153

Powered By CoST - Computers Services And Technologies s.r.l.