ETF
Abbiamo effettuato una fotografia sul segmento degli ETF quotati alla Borsa Italiana il giorno 09/03/2010 alle ore 17.20 per appurare il costo dell'investimento in ETF, supponendo la detenzione per 12 mesi ed ipotizzando di liquidare l'investimeto con il medesimo differenziale denaro-lettera.

Quando si dice che il mercato statunitense “guida” i mercati azionari mondiali non si sta certo facendo riferimento ad un luogo comune. Anche in questa occasione, infatti, al centro del sell-off su scala globale a cui si è assistito nell’ultima settimana di contrattazioni, troviamo l’economia a stelle e strisce...

Si tratta dell’ambizione o del sogno di tutti gli investitori: acquistare il titolo Microsoft a pochi mesi o giorni dalla sua prima quotazione sul mercato avvenuta nell’ormai lontano maggio del 1986. Analizziamo insieme l'etf che ci può aiutare ad investire nelle star di domani...

Esiste una giustificazione molto semplice alla recente proliferazione di prodotti finanziari che consentono di investire direttamente in materie prime: negli ultimi 5 anni esistono pochi asset finanziari e pochi mercati che hanno saputo rendere una performance pari a quella delle commodities, dal petrolio, all’oro, fino ai materiali industriali.

Da poco quotato a Milano, l’etf MSCI Far East ex-Japan-IS (IFFF.MI) si propone come interessante strumento di diversificazione del portafoglio: scopriamone insieme le caratteristiche e le opportunità di investimento...

Il processo di convergenza verso i paesi dell’Unione Europea e il rally di petrolio e commodities hanno portato l’attenzione di molti investitori sui mercati azionari dell’Europa dell’Est che, infatti, negli ultimi anni hanno retrocesso delle performance molto significative, come bene evidenziato nel successivo grafico 1.

Tra i molti etf innovativi lanciati dalla società di gestione PowerShares, grande interesse ha suscitato il FTSE RAFI US 1000-PS (PRF.A) quotato dal dicembre dello scorso anno sul mercato Amex di New York. La peculiarità di questo etf deriva dalla particolare metodologia di costruzione basata su indicatori di tipo fondamentale, volti a selezionare i titoli più sottovalutati dal mercato.

L’etf iShares MSCI Brazil arriva a Milano forse con un pò di ritardo, viste le performance che il mercato brasiliano è stato in grado di retrocedere negli ultimi 5 anni. L’inizio del nuovo anno ha visto però un deciso incremento della volatilità, in linea con quanto ravvisato sugli altri mercati azionari dei paesi emergenti.

Il 2005, come del resto anche l’anno precedente, è stato avaro di soddisfazioni per gli investitori che hanno concentrato il loro interesse sul comparto delle telecomunicazioni. Il 2006 potrebbe sancire l'inversione di rotta...

Gli indici azionari hanno conseguito finora risultati generalmente positivi, eccezion fatta per il mercato migliore dello scorso anno: il Giappone. Infatti il Nikkei 225 ha ottenuto una performance stellare pari ad oltre il 40%. Anche quest’anno emerge la sottoperformance dell’area dollaro rispetto ad altre aree geografiche, seguendo il pattern evidenziato l’anno passato.

Negli ultimi mesi sono stati quotati degli etf che non solo consentono di investire sul mercato europeo, ma anche di discriminare tra la dimensione dei titoli componenti il paniere sottostante. L’esistenza di questa tipologia di prodotti deriva dall’evidenza secondo la quale la dimensione di impresa rappresenti un fattore importante nella determinazione del profilo di rischio-rendimento di un investimento.

Evidenziando un andamento molto differente non solo rispetto ad indici blue chips ma anche con riferimento ad indici mid cap e small cap, i titoli microcap, ossia a bassissima capitalizzazione di mercato, si sono rivelati un ottimo strumento per raggiungere un’effettiva diversificazione di portafoglio. Inoltre, a differenza dei mercati emergenti, consentono di incrementare la diversificazione del portafoglio evitando però di assumere al tempo stesso un elevato rischio paese.

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