Le esperienze degli ultimi anni hanno evidenziato che sia le società sia gli Stati possano interrompere il pagamento degli interessi e non rimborsare i debiti contratti.
Si tratta del legame rischio-rendimento che regola le attività finanziarie e che, solo in rari casi, non è stato rispettato: durante le bolle speculative.
Maggiore remunerazione del capitale è associata inevitabilmente a maggiori rischi, che si manifestano con una maggiore oscillazione dei prezzi. Il confronto classico è tra azioni ed obbligazioni.
In questa sede, vogliamo quantificare quale sia la probabilità di fallimento, scontata dal mercato, in base alla cedola più ricca che viene offerta rispetto ad un investimento privo di rischio.
A livello intuitivo, possiamo affermare che lo spread (extrarendimento offerto) sia la probabilità di fallimento su base annua. Pertanto una maggiorazione dell’1%, equivale ad una probabilità dell’1% di non incassare nulla, mentre nel 99% dei casi tutto filerà tranquillo.
Ovviamente si tratta di considerazioni probabilistiche e, pertanto, vale le legge dei grandi numeri: l’esempio precedente accadrà in media una volta ogni secolo, potrà essere l’anno prossimo, tra dieci o novantacinque…
Per questo motivo non si deve concentrare la ricchezza su pochi titoli corporate, ma è opportuno diversificare, a parità di cedola attesa, si riduce la probabilità di perdita ingente in anno, che dopotutto è quello che danneggia molto i portafogli ed il morale.
Al momento i tassi di interesse sono storicamente bassi, anche se hanno ripreso a crescere nelle ultime quattro settimane e anche gli spread in generale sono bassi, scontando una bassa probabilità di default a livello globale. Ogni investitore dovrà valutare se la probabilità soggettiva (quello che si pensa) di fallimento sia superiore a quanto offerto dal mercato (lo spread) e in caso affermativo è preferibile che non si allontani da obbligazioni prive di rischio. Qualora pensasse il contrario, e cioè il mercato sia troppo pessimista e paghi un premio elevato, l’investimento corporate (o emergenti) risulterebbe interessante.
La formula precisa della probabilità di fallimento è:
Probabilità fallimento = 1-(1+r)/(1+r+s)
dove r è il tasso esente da rischio, mentre s è lo spread
se r=3% e s=5%, il che equivale a cedola corporate 8% si ha
prob. Fallimento : 1-(1+3%)/(1+3%+5%) = 4,6%
Poco meno del 5% atteso, ma molto vicino e, comunque, lo spread rimane un’ottima stima. Inoltre, se i tassi aumentano, a parità di spread, la probabilità diminuisce, ma di poco.
Adesso saprete a quali rischi andate incontro nel mondo obbligazionario e potrete muovervi con maggiore abilità… |