La crisi degli stati sovrani della zona euro sta provocando, a livello ciclico, pių danni negli States che nel Vecchio Continente. Negli USA il secondo trimestre si č concluso debolmente sotto molti aspetti: consumi privati, manifatturiero, real estate, occupazione. La conclusione degli stimoli potrebbe aver influito in questo brusco arresto e i prossimi mesi faranno luce se questo si ascrive ad una pausa ciclica oppure a qualcosa di pių grave. Nel frattempo la FED ha limato al ribasso le previsioni per 2010-11 e qualche analista in modo pių deciso.
Nella zona euro, complice la svalutazione della divisa, si č assistito ad una inaspettata accelerazione soprattutto sulla parte “corporate” mentre i consumi privati sembrano essere ancora piuttosto deboli come ha mostrato il dato negativo di maggio per l’Italia (-0.3% m/m, -1.9% a/a).
Secondo il BigMac Index calcolato dall’Economist la nostra valuta rimane sopravvalutata del 16% ma il mercato in questo momento si sta concentrando nella debolezza degli States.
L’euro/usd (1.2996) si riporta nuovamente a testare la quota psicologica posta a 1.30 con l’intenzione di portare al prossimo target rialzista situato a 1.327.
La correzione della scorsa settimana č servita solamente ad uscire dalla fase di ipercomprato e l’euro sembra intenzionato a continuare il recupero.
Il parabolic sar č negativo ma potrebbe presto fornire segnale positivo, mentre il macd e direzionale continuano ad evidenziare una discreta forza da parte della nostra divisa.
Anche le bollinger bands sembrano propiziare un ulteriore apprezzamento. La situazione secondo un’ottica di lungo periodo rimane a favore del biglietto verde ma attenzione che il quadro potrebbe modificarsi nei prossimi 3 mesi.
Scaricate analisi completa in pdf. |