Hedge, Sicav e Fondi
COMMISSIONI TROPPO FREQUENTI?            
Nell’inserto di sabato 29 maggio, vengono riportate tutte le commissioni dei fondi di investimento italiani. Si tratta di un’analisi interessante anche perché consente di confrontare prodotti simili, avere un ordine di grandezza, ma soprattutto non impazzire alla ricerca di questi dati all’interno dei prospetti di gestione e nei relativi allegati.
Non entriamo nel merito del costo medio delle gestioni sugli asset medi (i cosiddetti asset under management) si tratta di valori superiori a quelli delle gestioni passive, ma la dimensione del settore in Italia (circa 540 mld in fondi) conferma il successo di questi prodotti che gli investitori continuano a detenere in portafoglio.
Ci interessa spendere due parole sulle commissioni di performance, che ricordiamo sono un premio per il gestore che riesce a fare meglio del proprio benchmark di riferimento. In pratica, riesce a generare reddito superiore a quanto si sarebbe ottenuto mettendo il proprio denaro nell’indice.
Il nostro dubbio riguarda la frequenza con la quale vengono calcolate le commissioni di performance. Crediamo che per giudicare un gestore sia necessario un periodo abbastanza lungo, questo per separare l’abilità dalla fortuna. Tutti ci auguriamo di avere un gestore fortunato, e non bersagliato dalla malasorte, ma retribuirlo per il “caso” e non la sua bravura, ci sembra eccessivo, anche perché riceve già la commissione di gestione sugli asset amministrati.
Per questo motivo crediamo che rendere troppo frequenti le rilevazioni tra benchmark e risultato di gestione sia una pratica errata ed associ al caso troppa importanza.
Provate ad indovinare cosa farà il mercato azionario domani: si muoverà al rialzo od al ribasso? Anche senza essere esperti di mercato borsisitico avete il 50% di probabilità di indovinare e nel caso otterreste un premio per la vostra capacità di previsione. Ma è corretto definirla “capacità”? a nostro avviso è semplicemente fortuna…
Più difficile è indovinare l’andamento su base mensile o su base annua, anche se vi possiamo assicurare che il ruolo giocato da “fattori imprevedibili” sia ancora superiore a quanto ci si possa aspettare. Nella realtà sarebbero necessari anni per poter definire con criteri, statisticamente accettabili, l’effettiva abilità di un gestore.
Per ragioni di convenienza ci potremmo accontentare di un anno, ma scendere al mese o al giorno ci sembra onestamente eccessivo (e forse un po’ troppo penalizzante per i risparmiatori che investono il loro denaro in questi prodotti).
Iscriviti alla newsletter


  









HOME | DISCLAIMER

@ 2010 Norisk - Norisk srl - Tutti i diritti sono riservati - P. IVA 12768020153

Powered By CoST - Computers Services And Technologies s.r.l.